Escursioni a Firenze ed in Toscana
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Galleria degli Uffizi

     Una tempo in questi corridoi si sentivano i passi dei dipendenti governativi. La stanza da letto granducale e Palazzo Vecchio erano separate solo con un ponticello sospeso sopra via della Nanna. Ma l’erede al trono toscano Francesco aveva le necessità diverse. E voleva tenere sotto mano a posto dei noiosi burocrati, la Grande Collezione d’Arte e Scienze.

    Galleria degli Uffizi è un museo cosi famoso, che sembra di non aver bisogno di presentazione. Ma per alcuni visitatori poco esperti i suoi parametri particolari possono diventare troppo stancanti. La mia visita è una curata selezione di opere più importanti, curiose e sorprendenti. Non vedremo semplici quadri e sculture, ma vivremo le loro epoche fino all’ultima goccia: gli eventi, i personaggi, gli abiti, il cibo, la fede, l’amore.

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 La scultura

     Questa straordinaria galleria presenta una collezione veramente speciale di sculture antiche. La maggior parte delle quali sono copie romane da originali greci. Il sottosuolo della Città Eterna è uno scrigno di reperti del passato. Fino al XVIII secolo la ricerca dei resti della civiltà romana era una grossa impresa. Per di più era un affare che univa scavatori, restauratori e commercianti d’arte. La moda di avere a casa o in giardino una statua antica, o un vaso, o nel peggior caso un pezzo di colonna, significava appartenere ad una classe sociale alta, erano veri e propri status symbol. Avventurieri di tutti generi si mettevano a fabbricare figure intere da frammenti di statue dei periodi storici diversi. Per esempio il famoso “Ercole e Centauro” che dà il benvenuto ai visitatori della Galleria degli Uffizi è frutto di una ricostruzione della fine del Cinquecento del famoso restauratore Giovanni Caccini, allievo di Giambologna.

   Se invece capitava di trovare le opere intere, i pretendenti per averli erano molti — colti collezionisti i Borghese, i Farnese, i Medici.  E proprio per poter unire questi tesori scultorei, figlio del Granduca Cosimo Primo de Medici cardinale Ferdinando costruì a Roma una imponente villa, che oggi conosciamo come Villa Medici. Con il tempo tutta la collezione mano a mano è stata portata a Firenze ed esposta per la gran parte nella Galleria degli Uffizi. 

   Tutte le sculture raffigurano la fiorita mitologia antica. I dei, eroi, satiri, ninfe, muse, amorini sono venuti da noi in marmo e bronzo dopo duemila anni di esilio sotterraneo. Le loro pose simboliche rappresentano immutabili riferimenti della umanità: bellezza fisica, forza, potenza. E, naturalmente, ciò che ha guidato il mondo antico, che difinisce moderno e che resterà sempre il punto di riferimento per l’umanità: l’AMORE.

Pittura

      Avete mai pensato alla connessione tra un’immagine dipinta e una persona che la guarda? Se voi osservate la scultura, i vostri occhi scorrono su una superficie tridimensionale nel contesto che la circonda. Invece osservando un dipinto vi penetrate dentro e provate le emozioni quotidiane che la scultura non potrebbe mai provocare. Il ritratto — e voi istintivamente provate simpatia o antipatia per protagonista. Il paesaggio — e a voi piacerebbe o non esserci li. La natura morta di frutta — e in automatico vi sentite il suo sapore in bocca. Certo, gli scettici potranno nominare la pittura alternativa di Pollock o Mondrian per esempio. Dunque, nella Galleria degli Uffizi non vi troverete nulla del genere. Non vi servirà strizzare il cervello per capire ciò che vedete. Ogni tavola o tela qui è un vero mondo. Scrutando le immagini del Medioevo, del Rinascimento, del Manierismo, vi sembrerà di indossarli e specchiarvi per vedere come vi stanno. Partendo con Giotto e la sua prova di prospettiva nella Maestà di Ognissanti attraversiamo i secoli con Filippo Lippi e la sua amata Lucrezia Buti, Sandro Botticelli con la musa Simonetta Vespucci ritratta ovunque, Leonardo – Michelangelo – Raffaello — “Il Trio” l’icona del Rinascimento. Percorrendo troveremo un pizzico di stranieri tra Durer e Velasques. Non mancherà il grande Tiziano e l’immenso Caravaggio. Per finire con due importanti fiamminghi Paul Rubens e Rembrandt van Reijn. Uscendo vi sentirete padroni della eternità.

Interni

      Non alzate le sopracciglia di sorpresa: ma quali interni nella Galleria degli Uffizi intendo? In fatti, inseguendo l’idea di vedere Grandi Maestri, ci passiamo davanti senza accorgersi. Spesso rischiamo di perdere per esempio La Collezione Gioviana – unica serie di 488 ritratti di personaggi famosi del quattrocento e cinquecento esposta sul cornicione dei corridoi monumentali. Non si può neanche rimanere indifferenti dalla vista dei soffitti dei cosiddetti corridoi. Fini rami floreali, abitati da draghi, sfingi, ed esseri mistici – come un tappeto persiano ricoprono le superfici sopra le nostre teste. Osservandoli scopriamo la curiosa storia del nome del questo stile artistico — la grottesca. 

     Su nostro percorso troveremo anche un incantevole spazio ottagonale, costruito appositamente per conservare inestimabili sculture della antica Grecia — La Tribuna. Il suo splendore può essere paragonato solo al suo misterioso simbolismo di quattro elementi. La cupola è ricoperta da seimila enormi conchiglie di madreperla, e corrisponde all’acqua. Nel tamburo azzurro si aprono le finestre — è l’aria. Le pareti addobbate di velluto bordeaux — il fuoco. E il pavimento in mosaico elaborato — la terra. 

     Includiamo anche i due panorami mozzafiato. Prima dalle finestre che si affaccino sull’Arno — i ponti e le colline di Oltrarno. E la seconda — è un vero spettacolo nel cielo la terrazza panoramica sopra La Loggia dei Lanzi. Per non dimenticare che la Galleria fa parte del percorso nominato Corridoio Vasariano. Il riverbero di non un paio di tacchi lo percorreva verso il giardino di Boboli. E se avvolgeremo la nostra visita nel contesto del passato  anche i Quadri e le Sculture avranno più senso. 

 

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