Escursioni a Firenze ed in Toscana
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Medici

   La dinastia dei Medici determinò il corso della storia di Firenze. Come figure chiave dell’autogoverno fiorentino a cavallo tra il XIV e il XV secolo, e fino a quando ottennero il diritto ufficiale di governare la Toscana come Granduchi, i membri di questa potente famiglia divennero l’identificazione di Firenze stessa.

   Per trecento cinquanta anni nella famiglia sono nati: grandi e terribili, puritani e immorali, scienziati e papi romani, fuggiaschi sconosciuti e regine francesi, talentuosi ed incapaci. Ma qualunque cosa fossero – la consapevolezza della appartenenza alla famiglia determinava le loro azioni patriottiche.

   Erano collezionisti sofisticati e competenti (in tutte le possibili aree dell’arte e della scienza). Ci hanno dato a noi oggi l’opportunità di godere le loro raccolte di capolavori di pittura, scultura, architettura e molto altro ancora. Fu grazie a loro che i famosi maestri del futuro furono in grado di sviluppare i loro talenti. Non c’è posto nella città non connesso con il loro nome. E non solo a Firenze. I nomi dei Medici si menzionano durante le escursioni a Milano, Roma e Vaticano, Venezia. Non parlando già del loro significato a Siena, Pisa, Lucca e in generale in tutta la Toscana.

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Lorenzo il Magnifico

       Non era un uomo fisicamente bello, ma… in cosa allora consisteva la sua magnificenza? La risposta è semplice: il periodo in cui governò Firenze diventò per la città il culmine del suo “Secolo d’Oro”. E lui stesso fu il più importante ingranaggio della rivoluzione culturale e mentale europea. Durante i suoi vent’anni a capo del casato tutti i settori della vita cittadina godevano di massima prosperità: la politica, il commercio, l’artigianato, l’arte. Ma soprattutto la sua potenza umana aveva portato al picco la intensità emotiva della vita popolare della città, e si potrebbe dire che lui fece diventare migliaia di singole voci un unico respiro.

      Aveva superato il confronto con potenti nemici, evitando la propria morte in un complotto per pura fortuna; non si era arreso davanti insidia del Papa Sisto IV, che cercava di sottomettere Firenze; bordeggiava abilmente nella guerra tra Venezia e Napoli. E questa sua determinata audacia aveva portato la città a un nuovo livello della qualità politica, guadagnando affermazione e rispetto. Spesso gli storici associano l’idea della concentrazione del potere in un singolo leader come dittatura o tirannia, ma l’identità di Lorenzo si può’ definire come quella di un “figlio del popolo”, volontariamente scelto dal popolo stesso, colui che portava questo nome con orgoglio e fedeltà. Ha guadagnato immortalità dando spunto alla Rinascita nell’arte, nella scienza, nella musica, nella letteratura (egli stesso era poeta) e tanto altro. Proprio Lorenzo è diventato una personificazione del benessere sociale, che dopo la sua scomparsa non si ripetuto mai più. 

Giovani de’Medici

     A quei tempi il primogenito maschio, indipendentemente dalle sue capacità personali, ereditava tutto il patrimonio compreso lo status di capostipite. Il secondo maschio invece doveva intraprende la carriera religiosa. Lorenzo Magnifico, ormai consapevole che stava per morire, ha procurato l’abito cardinalizio per suo secondo figlio Giovanni, quando questo aveva appena compiuto diciassette anni. Ma successivi eventi burrascosi hanno messo alla prova la sopravvivenza del giovane. Al potere politico e finanziario Lorenzo stato sostituito dal suo primo figlio maschio Piero che in poco tempo riuscì a distruggere l’amore del popolo di Firenze verso i Medici, che solo ieri li amava. La città era in fermento anche per le aspre prediche del monaco domenicano Girolamo Savonarola. Le cieche ambizioni del giovane Piero hanno portato la famiglia Medici ad esilio. Il fratello minore, giovane cardinale, si rifugiato a Roma; e ci voluti lunghi vent’anni per portarlo alla fama mondiale.

     A 38 anni Giovanni de’ Medici è stato eletto pontefice con nome Leone X. E nell’animo dei fiorentini si accese la speranza di un ritorno della prosperità dei tempi di Lorenzo il Magnifico. Ma di stelle come Lorenzo ne nascono raramente. Papà Leone X era un puro edonista. “Il piacere” in tutte le sue forme era una fine in sé per lui. Essendo abituato che a casa paterna il denaro non finiva mai, si impegnava a finanziare giganteschi progetti di costruzione e spendeva grosse somme per opere d’arte da collezionare, presto prosciugando la tesoreria Vaticana. Ma suo “genio” non si arrendeva davanti a tale “sciocchezza”. E da intermediario diretto tra esseri umani e Dio, si impegnò a farsi pagare per questo servizio, inventando la vendita delle indulgenze.  

Cosimo I de’Medici

    Un’altra stella luminosa nella costellazione Medicea era Cosimo Primo. In realtà lui non era primo Cosimo di fatto. Ma la sua personalità era così forte, che il Cosimo precedente era rinominato come il Vecchio. Non era più un politico sommerso nell’ombra come suoi precedenti, ma un primo monarca con status giuridico. Durante il suo regno, Firenze sperimentò un’altra fioritura, però non più in un’atmosfera di gioia universale, ma sottomessa al potere saggio del suo patrono.

    Cosimo non solo ha corretto gli errori, apparentemente senza speranza, dei suoi predecessori all’interno dello stato, ma ha anche espanso significativamente i suoi confini. Era un vero dirigente moderno. Fu attivamente impegnato nel prosciugare le paludi della malaria, nella costruzione della flotta e del porto a Livorno, nel sviluppò del sfruttamento minerario. Allo stesso tempo rimaneva un marito amorevole e un padre premuroso. Avendo perso presto il padre condottiero Giovanni delle Bande Nere, e salito al trono a diciotto anni, scelse come coniuge Eleonora di Toledo, figlia del viceré napoletano, non solo per criteri dinastici, ma anche per le sue qualità fisiche e morali. Ha fallito solo in una cosa. Designando il destino dei suoi sudditi, non riuscì, per quanto duramente provasse, a rendere felici le sorti dei suoi figli. Di tutta numerosa prole, solo il figlio minore Ferdinando visse fino vecchiaia, diventando un degno sostituto al padre.

Maria de’Medici 

    Certo, non potrei definire questa donna come “attraente”, ma più intrigante — indiscutibilmente. La nipote del Granduca Cosimo Primo era nata da genitori che si odiavano. A solo sei anni ha perso la madre Giovanna d’Austria, morta cadendo dalle scale a palazzo Pitti (molto probabilmente per merito del marito). E a quattordici — il padre Granduca Francesco de Medici morto di malaria (molto probabilmente avvelenato da fratello Ferdinando). Ma lei non aveva sofferto molto, sommersa vivamente nelle feste e divertimenti del palazzo. Il tempo passava, e la poco significante Maria rischiava rimanere zitella. Ma quando suo zio Granduca Ferdinando de Medici ha saputo che la corona francese sta per fare bancarotta, propone una forma di salvataggio — la dote della sposa per il re francese di due milioni di lire, e come contorno — la sposa stessa. 

     Ma 27enni Maria portò in Francia anche un distruttivo contro peso alla dote — due astuti imbroglioni: l’intima amica Eleonora Galigai e suo marito Concino Concini. La neo regina li colmò di titoli e onori che aprirono ai due furfanti la strada al vero e proprio saccheggio dei tesori francesi. Presto rimasta vedova, Maria diventa reggente del giovane erede al trono, Luigi XIII. La regina non solo aveva costretto figlio a sposare la principessa della nemica giurata Spagna, ma addirittura ufficialmente consumare il matrimonio al ragazzo quattordicenne con la sposa che era una bimba di dieci. Questo trauma prematuro i coniugi Luigi XIII e Anna d’Austria lo porteranno per tutto il resto della loro vita con famoseconseguenze, raccontate da Alexandre Dumas nel romanzo “I tre moschettieri”.

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