Escursioni a Firenze ed in Toscana
guida nazionale autorizzata

Michelangelo Buonarotti

     Con tutta la varietà di percorsi che propone Firenze, una escursione caratterizza in pieno la città come nido del Rinascimento – “Michelangelo Buonarroti”. Possiamo tranquillamente considerare questo nome – “biglietto da visita” dell’epoca.

     La nostra accurata indagine sarà non solo: nato, morto, aveva fatto, o no, aveva amato, o meno. Vi aiuto a scoprire le risposte a mille “perché”! Percorreremo le strade percorse da lui, e toccheremo le pietre la lui toccate. Suoi passioni e delusioni, suoi cime e abissi non lasceranno indifferente nessun ascoltatore. Questa escursione è museale, ed include da tre, quattro o cinque musei a scelta: Galleria della Accademia, Cappelle Medicee, Palazzo del Bargello, Palazzo Vecchio, museo Opera Duomo, basilica Santa Croce, Casa Buonarroti. Perché questi monumenti, gia da se famosi, custodiscono le sue opere (e non solo).

     Un scrittore contemporaneo, con questa ragione ha differenziato “il talento” e “il genio”: “…persona di talento – è uno che capace creare qualcosa, che altri non sono capaci a fare. Ma per il genio si apre la finestra, attraverso quale lui vede Dio. E “vanitas vanitatum” terreno smette di esistere per lui….”. Per Michelangelo non avevano importanza i soldi, la famiglia, gli amici, propria salute e neanche la morte. Ma soltanto La Bellezza, quale, come gia ben sappiamo, “salva il mondo”. E lui era predestinato a sublimare essa nella scultura, pittura ed architettura, conoscendo bene il proprio prezzo tra gli umani, ma perdendo il filo spirituale.

     La sua vita era divisa tra due città – Firenze e Roma. E nonostante la decisione presa a 62 anni di non tornare mai più a Firenze, la città rimane nel suo cuore per il resto della sua lunga vita. Il suo destino travagliato era da sempre legato con la famiglia Medici. Con l’aiuto di Lorenzo il Magnifico parte la sua istruzione in mestiere. Papa Leone X Medici commissiona al maestro prima la facciata della basilica di San Lorenzo e poi la Capella dei Principi. Ma essendo convinto repubblicano, Michelangelo odia la loro tirannia. Passando maggior parte della sua vita in compagnia di sue creazioni, riusciva a rilassarsi solo salendo su monte San Miniato, a passi di Dante, e osservando città-fiore annegata nel crepuscolo. L’Arno tagliato dai ponti, cupolone del Duomo, campanile slanciato della Badia. Ascoltava le campane, aspirava l’aroma dei giardini e vedeva noi, chinati per ammirazione attraverso i secoli.

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