Escursioni a Firenze ed in Toscana
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Palazzo Pitti

   Per “Palazzo Reale” solitamente si intende un edificio edificato da un Re ed adibito a sua residenzaMa nel caso del complesso museale PITTI si tratta della scoperta di ben molto di più. Nonostante essere stato costruito originariamente dal ricco mercante fiorentino Luca Pitti, esso è stato in continuazione ampliato e decorato prima dai Granduchi di Toscana, i Medici ed i Lorena, e poi dai Re di casa Savoia. Nell’ambiente della Galleria Palatina ci accoglieranno non solo quadri ed opere di Raffaello, Tiziano, Rubens e Canova, ma anche arredi e tavoli pregiati, affreschi, vasi cinesi antichi, tappeti e tanto altro.

    Ma se vorrete dedicare più tempo a soddisfare il vostro bisogno di sapere, vi porterò per mano negli altri curiosi ambienti del palazzo: Galleria d’Arte Moderna, Tesoreria dei Granduchi, Museo del Costume, Museo delle Porcellane. Per lasciarvi poi all’ombra dei platani secolari del famoso Giardino di Boboli, con suoi labirinti di sentieri, terrazze, grotte, fontane e statue.

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Galleria Palatina

    Il vecchio palazzo incompiuto ed abbandonato era stato acquistato nel 1550 dalla duchessa Eleonora di Toledo (moglie di Cosimo I di Medici) che con suoi denari acquistò i terreni contigui, che ora costituiscono il famoso Giardino di Boboli che  circonda il palazzo; ma la duchessa non ci visse mai, a seguito della sua morte prematura. I discendenti della coppia, figli, nipoti, pronipoti, non solo vivevano qui con tutti i parenti e tanti cortigiani, ma lo ampliavano e trasformavano in continuazione. E il punto di partenza non era tantolo spazio abitativo utile, ma le dimensioni delle pareti e soffitti, dove si poteva collocare unaquantità sempre crescente dei capolavori artistici che i Medici accumulavano.

    Il collezionismo delle “Bellezze” era infatti una vera passione per tutti i Medici, senza eccezione. Anche uno dei loro matrimoni (quello di Ferdinando II di Medici con Victoria della Rovere, duchessa di Urbino) stato concepito con la prospettiva di unire la propria collezione con quella inestimabile della città della sposa, di cui essa era erede. Grazie a questa unione dinastica (epotremmo dire anche artistica), ora noi qui, oltre alla scuola toscana, possiamo ammirare le opere dei grandi maestri del nord Italia: Tiziano, Veronese, Giorgione.

      Quando alla metà del XVIII secolo la famiglia Medici si era estinta, a sostituire loro in Toscana e nel palazzo sono venuti i Duchi di Lorena, Franco-Austriaci. L’ ultima Medici, Anna Maria Luisa, stipulò con la nuova dinastia regnante il cosiddetto “Patto di Famiglia”, che concedeva ad essi solo l’uso delle proprietà medicee e non la loro proprietà, che passò alla città di Firenze, con esplicito divieto di portar via le meravigliose opere d’arte raccolte dai Medici in tanti secoli. Questo geniale documento fin ad oggi ha reso Firenze una delle più grandi mete culturali del mondo. 

Galleria d’Arte Moderna

    La Galleria d’Arte Moderna contiene dipinti e sculture di maestri principalmente toscani del periodo tra la fine del XVIII e l’inizio del XX secolo. Nell’ultimo piano del palazzo, in un’atmosfera rigorosa, una magnifica collezione è ospitata in 30 sale. Il secondo Granduca Lorenese, Pietro Leopoldo, anticipa i propri tempi, fino al  punto di abolire nel proprio regno la pena di morte tre anni prima della Rivoluzione Francese! E tra altro, elli si dedicava a collezionismo delle opere a lui contemporanei. Alla sua raccolta e stato dato un contributo significativo anche dai governanti successivi: i Bonaparte e i Borboni.  E naturalmente i Savoia, che adoravano Palazzo Pitti, e aumentarono le sue ricchezze artistiche durante il periodo di Firenze capitale d’Italia. Dopo il trasferimento del re Vittorio Emanuele a Roma, la staffetta è passata alla città stessa. Da quel momento la società Fiorentina attraverso l’impegno del municipio, associazioni, accademie, privati non ha mai smesso di curare e restaurare i vecchi tesori ed acquisirne nuovi. 

    Il burrascoso XIX secolo, a partire dai tempi napoleonici, le guerre del risorgimento e la rivoluzione industriale, si rifletteva nel arte. Gli artisti si rivolgono ai temi diversi. La loro ricerca creativa segue non solo spirito del combattimento, ma anche la moda libertina. Le raffinate sculture romantiche raffiguranti scene d’amore sostituiscono le sculture idealistiche di neoclassicismo. Sulla tela non vediamo più personaggi religiosi o leggendari (Crocifissi e Madonne, Ercoli e Venere), ma un caleidoscopio di eventi storici, scene patriottiche e quotidiane. I paesaggi, realizzati in maniera intuitiva, e le nature morte, realizzate in maniera fotografica, eccitano la nostra immaginazione. Anche i più fedeli fan di Leonardo e Raffaello troveranno qui momenti emozionanti.

Tesoro dei Granduchi

    Questo insolito museo occupa il piano terra del palazzo sul lato sinistro dell’ingresso principale ed è sito negli appartamenti estivi dell’ultimo dei Medici, Gian Gastone. Opere straordinarie e bizzarre delle arti minori, racchiuse nella cornice delle sale decorate con bellissime pitture murali. Gli affreschi della prima sala rappresentativa in forma allegorica descrivono l’età d’oro di Lorenzo il Magnifico dei Medici. E nelle sale dell’udienze pubbliche e private, le famose prospettive virtuosistiche dei pittori barocchi hanno creato l’effetto di espandere lo spazio.

    In 25 sale del museo vedremo e impareremo la storia di vasi e coppe di diaspro, lapislazzuli, onice sardonico, riccamente decorati con incisioni in oro e argento e bassorilievi su piastrine. I cibori e tabernacoli una volta erano pieni di oggetti sacri. Meravigliosi esempi di intaglio di grande complessità su cristallo di rocca, ambra, avorio stordiscono l’immaginazione. Le collezioni di cammei e gioielli contenute in questo palazzo furono fonte di invidia per i monarchi delle grandi potenze europee. Ma non è tutto. Conchiglie oceaniche di molluschi sostengono draghi d’oro, l’oggetti di porcellana cinese e giapponese del XV secolo sono dipinti con storie di Buddha, e c’è anche una sala di oggetti d’arti esotici africane. 

Museo del Costume

   Certo, questo è un percorso sulla nascita dell’Alta Moda italiana ed anche una osservazione del ruolo del fascino femminile nella storia. Sulla cresta dell’onda del Momento le principali eroine hanno creato, indossato, definito i gusti del mondo con la loro “arte del vestire”, che una volta era l’arma per “incantare e lasciarsi incantare”. L’abilità di presentarsi nella cornice di un vestito, cappotto, boa, velo faceva parte del sottile illusionismo della seduzione, che oggi purtroppo sta perdendo il proprio simbolismo.

    Nato nel 1993, il Museo contiene oltre 6000 “pezzi” firmati dai più grandi stilisti, non solo italiani, come Valentino, Armani, Versace, Missoni, Saint Laurent, e comprende collezioni di abiti appartenuti a personaggi illustri come Eleonora Duse o alla sartoria Tirelli (specializzata in costumi per film), o anche abiti di grande importanza storica, come i vestiti funebri di Cosimo I de’ Medici e di sua moglie Eleonora di Toledo.  

 

 

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